E’ il cuore l’ingrediente più importante di ogni successo: come quello del Ristorante Galleria a Milano.

Amo molto la mia città, Milano.

Di Milano amo la sua capacità di accogliere, la sua tradizione filantropica, le sue università, il centro come la periferia, il suo snobismo ma anche il suo essere profondamente rivoluzionaria ed una delle città underground più vive a livello europeo, i suoi teatri, la sua bellezza nascosta che pochi hanno saputo ben raccontare come Stendhal (che ne era sicuro: il saper vivere era qui), il suo lato green che non tutti conoscono con il suo sistema incredibile di parchi urbani tutto da scoprire, le sue biblioteche, la sua creatività e la sua cultura imprenditoriale che un ruolo fondamentale hanno avuto nella storia del nostro Paese. La sua capacità di reinventarsi. Qualcuno una volta mi ha detto “Se si ha successo a Milano, si può avere successo in tutto il mondo.”

Da una decina di anni a questa parte credo che questa città stia vivendo una vera e propria rinascita culturale/economica, palpabile e visibile per chi la abita ma anche e soprattutto per chi la visita (dal 2016 secondo lo studio di Global Destination Cities Index, pubblicato da Mastercard, Milano ha superato Roma come meta privilegiata per il turismo straniero grazie al suo mix di business, creatività, cultura, shopping). Non è un caso che secondo il Cultural and Creative Cities Monitor, l’osservatorio della cultura e della creatività urbana della UE che nel 2017 ha scandagliato 168 città europee di trenta diversi Paesi (considerando le performance in indicatori che descrivono la vitalità culturale, la creative economy e le opportunità strutturali di sviluppo a disposizione) tra le città con più di un milione di abitanti Milano sia risultata quarta dopo Parigi, Monaco e Praga (nella classifica generale è 15esima su 168 città).

Il suo mix di cultura e creatività sono un potente traino per economia e sviluppo. Un mix che comincia in Italia a produrre i suoi frutti, come dimostra il valore prodotto dal comparto nel 2015: 48 miliardi, pari al 2,96% del Pil, +2,4% rispetto al 2014 (fonte studi Italia Creativa).

Dei valori positivi che Milano e la sua cultura imprenditoriale storicamente esprimono credo che il Ristorante Galleria in Galleria Vittorio Emanuele gestito da Rossana Galli e dalla sua famiglia rappresenti senza dubbio un esempio di eccellenza. Da sempre conosciuta in tutto il mondo come il salotto buono della città, la Galleria Vittorio Emanuele resta un luogo molto amato dai milanesi e dai turisti che quotidianamente passano da qui.

Il Ristorante Galleria è un locale storico di Milano con alle spalle 50 anni di onoratissima attività la cui storia, corredata da immagini frutto di una ricerca di archivio accurata, è raccontata in un libro pubblicato dalla casa editrice Skira “Galleria. La ricetta di un successo” (a cura di Maria Canella, Gabriella Passerini e Lorenzo Anfossi). Punto di riferimento degli artisti del Teatro alla Scala di Milano, sede dell’Associazione Salotto di Milano presieduta da Rossana Galli, il Ristorante Galleria ha visto negli anni sedersi ai suoi tavoli personalità di spicco della società e cultura milanese ma anche tanti milanesi affezionati alla vera tradizione culinaria della città.

Ed è questo uno dei pochi posti nel centro di Milano dove ancora si può respirare una atmosfera davvero milanese, un angolo di storia e tradizione, lontano dall’atmosfera spesso asettica ma soprattutto omologata dei tanti, tantissimi locali che ogni settimana aprono in città. Il Ristorante Galleria è uno di quei luoghi che vanno tutelati e conosciuti, perchè rappresentano al meglio la laboriosità creativa che Milano da sempre esprime.

E poichè si tende a parlare spesso, troppo spesso, solo delle cose che non funzionano o non vanno bene creando un clima di mestizia generale che bene di sicuro non fa, credo sia doveroso parlare di più e più spesso delle cose che invece funzionano, vorrei dire anche delle cose belle – ma soprattutto delle persone che con il loro lavoro, il loro impegno e la loro tenacia costituiscono degli esempi positivi per chi, come me e moltissimi altri, nelle loro fatiche non fa fatica ad identificarsi.

Come Rossana Galli, la sua famiglia e tutti i loro collaboratori, tra i quali è doveroso ricordare lo chef Mariano Miletti ed il pasticcere Enrico Parassina (primo italiano a vincere la medaglia d’oro alla Internationale Kochkunst Ausstellung tenutasi a Francoforte nel 1988, la cosiddetta olimpiade dei cuochi) famoso per i dolci che prepara ai milanesi per il dopo Scala del giovedì sera (la crêpe suzette nella stagione invernale e la frutta flambé nella stagione estiva).

Testo ©Maria Cristina Codecasa Conti

Le fotografie sono tratte dal libro “Galleria. Ricetta di un successo” (a cura di Maria Canella, Gabriella Passerini e Lorenzo Anfossi) edito da Skira.

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Pier, Rossana, Donato ed Elena Galli

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