Non sono una cultrice della cucina vegana, nè una salutista maniacale: amo le cose semplici, questo sì. A cominciare dal cibo. Ed è per questo che ascolto sempre con grande piacere i consigli culinari della mia amica Maria Cristina, che cucina per lavoro ma anche per passione. Recentemente mi ha spiegato come si può preparare a casa in pochissimo tempo il latte di soia, indicato per tutti coloro che non possono mangiare troppi latticini o per chi il latte non lo digerisce oppure per chi non vuole mangiare alcun prodotto di origine animale. Eccolo qua.

Latte di mandorle

Per 1 litro di latte prendo 100gr di mandorle con buccia e le tengo a bagno x 1 notte. Butto via l’acqua di ammollo e frullo le mandorle aggiungendo un litro d’acqua. Filtro il tutto con una garza. La bevanda che ne risulta dura circa 48 ore in frigo.

La poltiglia di mandorle tritate che rimane dopo il filtraggio si chiama OKARA ed è ottima x fare biscotti o torte o muffins.

Per chi non lo sapesse (come me, per esempio), l’okara è la polpa bianca, farinosa e giallastra che rimane dopo la preparazione del latte vegetale, che sia di soia, mandorle, riso, avena, farro o nocciola. Risorsa preziosissima e dall’odore gradevole, è tipica della tradizione culinaria di Cina, Giappone e Corea sin dal ‘600 e sempre più in voga nell’alimentazione vegan dei Paesi occidentali.

©Maria Cristina Codecasa Conti

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