Hello Madame, perché stai piangendo? Guarda fuori, c’è un sole meraviglioso. Un sole così asciuga qualunque lacrima.

Tutti sono tristi al momento di partire, Madame, ma tu torni in uno dei paesi più belli del mondo.

Ci sono stato, sai, nel tuo paese. Tanti anni fa. Ho un cugino che lavora come cameriere in un albergo di una grande città del nord. Si è fatto una famiglia lì. Io e i miei fratelli ci siamo sparsi in giro per il pianeta, la fame ha deciso le nostre destinazioni. Sono stato fortunato, sono arrivato qui in America, dalle Filippine, che ero poco più di un ragazzo. Mi sono sposato con una brava ragazza filippina come me, ho avuto due figli. Il più grande va alla Ucla a Westwood, Los Angeles. Il primo studente universitario della mia famiglia. Io lavoro come portiere in questo albergo da quindici anni. È un buon lavoro. È con questo lavoro che ho potuto mantenere la mia famiglia e fare studiare i miei figli.

Toglimi una curiosità, Madame. Se dalla tua città prendi un aereo, dove puoi arrivare in due ore? Francia, Grecia, Spagna, Germania. Wow. Per vedere qualcosa di davvero diverso io devo stare in viaggio per almeno sei ore. Sei fortunata, Madame. Hai così tanti paesi diversi vicino a te. Popoli, lingue, culture diversi. A me a volte questo immenso orizzonte californiano sta stretto. Ma non posso permettermi di andare molto lontano. Non ho tempo, non mi danno il tempo. Le Hawaii, qualche volta, perché per noi residenti le tariffe aeree sono basse. Ma io non amo le Hawaii. Sono il rifugio di quelli come me che sono costretti a ridimensionare i loro sogni. Passo le mie giornate all’ingresso di questo albergo, guardando la strada, i passanti, le macchine. Aspetto i clienti, prendo le loro valige dal bagagliaio della loro macchina, i sacchetti dei loro acquisti e li accompagno verso gli ascensori. Non tutti mi salutano con gentilezza, alcuni è come se nemmeno mi vedessero. Come mance spesso mi danno gli spiccioli quando svuotano le tasche prima di andare all’aeroporto: che cosa se ne farebbero nel loro paese? Li osservo mentre aspettano i loro taxi, così come stavo osservando te. Guardano il loro smartphone, leggono un giornale, bevono o mangiano velocemente qualcosa. Non tutti però piangono, come stai facendo tu. Se non piangi per un uomo, allora perché? Dici che hai già nostalgia di questo paese? Dici che ti sei sentita a casa? Beh, allora ci tornerai. Tutti desiderano tornare nella propria casa. Tutti fanno in modo di ritornarci. Lo farai anche tu.

Ora però devi andare, il tuo taxi è arrivato. Non ti preoccupare, le valige le carico io. Ah, e grazie per la tua mancia. È stato un piacere scambiare due parole con te.

Bene, ora vai. Ti aspetta un lungo viaggio, Madame.

Ma diversamente da quello che pensi tu, questo tuo lungo viaggio inizierà quando il tuo aereo sarà atterrato.

Testo e foto (Sausalito, California 2017) ©Maria Cristina Codecasa Conti

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