Connessioni virtuali e connessioni reali: le (meravigliose) sorprese che possono riservare i social networks.

In questa fotografia ci sono due persone: siamo io ed Alessandra M.. Siamo entrambe ad un evento del Fuorisalone (l’inaugurazione dello spazio D’Elite Atelier, in via Manzoni), ci siamo appena conosciute e stiamo facendo due chiacchiere sorseggiando un bicchiere di vino. Fino a qui non ci sarebbe nulla di nuovo e straordinario. Se non fosse che Alessandra segue da tempo la mia pagina Facebook, è quella che tecnicamente e freddamente noi chiamiamo una follower. Ecco, avere conosciuto personalmente qualcuno che segue il mio lavoro è stata una emozione grandissima e, devo dire, in questo caso i social networks hanno rivelato il loro grande potenziale in termini di capacità di connessioni UMANE. Alessandra è una donna di grande bellezza e personalità, è dotata di molta empatia e, considerazione frivola ma non troppo, ha pure gusto in fatto di moda. Sono davvero onorata di essere “seguita” da una persona come lei.

Questo incontro ha rafforzato le mie convinzioni per quanto riguarda la comunicazione del mio lavoro. Ho sempre pensato e sostenuto infatti che questa dovesse essere il più possibile affine non solo alla “filosofia” che ci sta dietro ma anche e soprattutto a quella che sono io, nel bene e nel male. Credo inoltre (ma non sono l’unica) che una comunicazione autoreferenziale e concentrata unicamente sul prodotto sia noiosa e, devo dire, anche molto difficile (inventarsi una cosa nuova ogni 10 minuti non è semplice). A me interessa raccontare attraverso parole ed immagini quello che io penso sia bello, interessante, utile, formativo non solo per il lavoro che svolgo ma anche per la vita di tutti i giorni. Leggere un bel libro, vedere una mostra, passeggiare in un bosco sono cose che nutrono e aiutano la nostra creatività, stimolano il cervello, favoriscono la curiosità. Senza contare che credo moltissimo nel potere curativo della Bellezza, in senso lato, e nella condivisione di messaggi positivi e costruttivi. Perchè è come noi decidiamo di affrontare la vita (il lavoro, l’amore, le difficoltà, il dolore) che fa la differenza.

Mi fa quindi immensamente piacere che Alessandra abbia colto tutto questo. Per questo, la ringrazio.

©Maria Cristina Codecasa Conti

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