Books Review di Alessandra Appiano: Paul Beatty, Lo schiavista (Fazi Editore).

Talvolta la satira si rivela il sistema più efficace per evidenziare problemi drammatici e ingiustizie epocali. E la satira pungente, anzi tagliente, è scelta di Paul Beatty, autore de Lo schiavista, il romanzo che ha vinto l’ambito Man Booker Prize, un premio che vale più dello Strega, tanto per fare un esempio nostrano. Il protagonista del romanzo, un afroamericano di cui non conosciamo il nome ma soltanto il soprannome, Bonbon -affibbiatogli dalla fidanzata Marpessa- è un autista di autobus dalle infinite risorse creative. Lo conosciamo da subito, nell’incipit del libro, quando è convocato dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, e dichiara di sentirsi un nero anomalo. «Non ho mai rubato niente, non ho mai evaso le tasse, non ho mai barato a carte, non ho mai svaligiato una casa né rapinato un negozio di alcolici…». Insomma di quale reato è accusato questo onestissimo cittadino americano? Di quello, a dir poco osceno, di avere ripristinato la schiavitù (possiede uno schiavo, ovviamente nero) e di avere reintrodotto la segregazione razziale nella scuola di Dickens, il sobborgo di Los Angeles dove vive. Senza contare che Hominy Jenkins, che da bambino era un’autentica star di un serial tv e che ora è un fallito, vive in adorazione di Bonbon che l’ha salvato dal suicidio.. Ammettiamolo pure: è difficile immaginare in materia di reati razziali due crimini più abominevoli della schiavitù e della segregazione, e Paul Beatty con questo romanzo ardito e provocatorio, esilarante nella sua comicità e nei suoi colpi di scena spiazzanti, brillante nello stile e perfetto nella struttura, si candida a diventare il principale esponente del politicamente scorretto. Lo schiavista è stato accolto dalla critica con recensioni entusiaste ed accostato a capolavori della satira come Modesta proposta di Jonathan Swift. Il Financial Times l’ha definito <<un libro folle, meraviglioso, succulento…>>. Un libro sbalorditivo, che stupisce anche nello scoppiettante e imprevedibile happy-end.

©Alessandra Appiano (leggi qui tutte le sue recensioni)

Paul Beatty, Lo schiavista (Fazi Editore)

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Paul Beatty

Le Troisième Songe RINGRAZIA Alessandra Appiano per il suo contributo.

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