Io e la scrittura abbiamo un rapporto molto difficile, la amo da impazzire se devo leggere e la odio da morire se devo scrivere un testo. Ogni volta che mi viene chiesto di scrive qualcosa debbo abbattere un muro, e non sempre ci riesco. Di conseguenza non ho mai partecipato a nessun tipo di corso di scrittura per paura della famosa consegna in bianco, ciò non toglie che erano anni che volevo partecipare al laboratorio “Come lanciare meringhe a un castello” di Barbara Fiorio.
Conosco, se così si può dire, Barbara da oltre 10 anni, mi sono imbattuta nel suo blog, se non ricordo male suo tempo su Splinder, una noiosa mattina lavorativa e non l’ho abbandonata più. Sì, sono una stalker silenziosa. Adoro il suo modo fluido e leggero di scrive, le frasi tutte compite che ad un certo punto ti fanno scoppiare a ridere o piange e bazzecole del genere.
Per una strana serie di eventi e per il coraggio che mi ha infuso Le Troisième Songe mi sono iscritta all’ultimo laboratorio che ha tenuto a Milano. Pensavo che che avrei fatto un disastro, invece il gruppo che si è creato era magnifico, persone pronte a mettersi in gioco, a condividere e pazienti nell’ascolto, anche se le ho messe alla prova con le mie mille mila parole al minuto, già devo lavorare anche sull’esposizione… Barbara è una persona alla mano e gentile durante le ore di teoria e inflessibile o quasi sulla consegna. Vi posso garantire che consegnare non sarà un problema, se ho consegnato io lo può fare chiunque, inoltre si crea una tale atmosfera che vi verrà facile fare qualsiasi cosa. E alla fine tornerrete a casa un po’ più ricchi, un po’ più ironici e con la consapevolezza che scrivere non è un brutto mostro, ma un lavoro duro per duri che si impegnano giocando.

 

Testo e foto (c) Floriana Mantovani

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