La storia della moda (in carta) di Isabelle de Borchgrave.

bio

Isabelle de Borchgrave è una bella signora belga di nobili natali, con due grandi occhi azzurri ed una voce profonda ed un po’ roca, decisamente charmant. Disegna da quando è nata, a diciassette anni inizia a creare abiti che dipinge con le sue mani per amiche e conoscenti. Il suo atelier a Bruxelles (Atelier Isabelle de Borchgrave: 73A, Chaussée de Vleurgat, 1050 Bruxelles) è un luogo meraviglioso: in uno spazio moderno e minimalista Madame de Borchgrave realizza con la carta i suoi tessuti ed i suoi abiti magici, circondata da uno staff di giovani assistenti. La carta viene utilizzata esattamente come un tessuto e trattata in modo da ottenere effetti tali da renderla difficilmente distinguibile da una stoffa vera, anche guardandola a distanza ravvicinata. «Si parte sempre da un foglio di cartadice Isabelle de Borchgrave – ma poi la pittura, le mani, l’acqua, la straordinaria padronanza e la fantasia nell’uso dei materiali riescono a produrre effetti di velluto e di seta, spessori e morbidezze alla vista e al tatto, lucentezze d’oro e di perle e impalpabili preziosi merletti che ricordano la perfezione dei maestri fiamminghi».

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Fino al 31 dicembre 2016 a Villa Necchi Campiglio a Milano è aperta la mostra Moda di carta, una esposizione degli abiti in carta realizzati da Isabelle de Borchgrave per raccontare la storia della moda e dello stile a cavallo tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento: è una mostra di grande bellezza, curata da Angelica Guicciardini per il FAI (con il patrocinio della Regione Lombardia, del Comune di Milano e della Camera Nazionale della Moda), che consiglio di non perdere. Una occasione davvero unica per vedere una delle architetture più belle e famose di Piero Portaluppi a Milano e per fare un magico viaggio nella fashion history. Gli abiti sono stati sapientemente dislocati all’interno degli ambienti della Villa in modo da stabilire delle corrispondenze stilistico/cromatiche con gli arredi esistenti. A dimostrazione del fatto che nella storia della moda e del costume è sempre esistita una relazione strettissima con l’arte e l’architettura e che la moda, dunque, può definirsi a pieno titolo espressione culturale, economica e sociale di un periodo storico. All’ultimo piano è possibile vedere e toccare con le proprie mani le carte/tessuto realizzate da Madame de Borchgrave. Personalmente, ho trovato stupende le calzature d’epoca (rigorosamente in carta), il Tailleur Bar di Christian Dior (1947), tutta la serie degli abiti di Mariano Fortuny, la Redingote (e stivali) di Gabriele d’Annunzio (1900), l’abito di corte di Maria Antonietta (1776), l’abito da ballo di C.F. Worth (1898) ed i kimono.

Il catalogo è in vendita ad un prezzo decisamente abbordabile (26,00 Euro): consiglio di acquistarlo.

©Maria Cristina Codecasa Conti

 

 

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