Per i nonni non basta una festa nazionale: ci vuole un monumento.

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Con la Legge 31 luglio 2005 N. 159 è stata ufficialmente istituita in Italia la Festa nazionale dei nonni, che cade il 2 ottobre di ogni anno (giorno in cui la Chiesa cattolica celebra gli angeli custodi) e celebra “l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società in generale”.

Quanti di noi la festeggiano come si deve? Perchè festeggiamo le mamme, i papà, San Valentino, i cani e i gatti – ma i nonni si meriterebbero davvero un monumento. Sono loro, infatti, almeno in Italia, che ci consentono di fare famiglia, vale a dire mettere al mondo i bambini senza dovere rinunciare ad un lavoro che per molti oltre ad essere una necessità è una esigenza esistenziale.

Il loro contributo alla crescita dei nostri figli ha un immenso valore educativo, umano ed economico (fatti due conti, quanto ci costerebbe ogni mese una baby sitter o un asilo?). Si potrebbe poi discutere su quanto si approfitti della loro disponibilità: ho visto casi in cui viene loro delegata in toto la crescita dei figli (di cui ci si occupa poi nel tempo che rimane tra ufficio, spesa e palestra), ma spero restino episodi isolati.

E’ comunque un fatto che in qualunque ora della giornata si incontrano nonne e nonni che spingono passeggini, vanno a prendere i nipoti a scuola, li vestono, li lavano, li portano al cinema, li aiutano a fare i compiti. Un contributo all’economia familiare direi impagabile, esattamente come quello delle casalinghe. Ricordiamoci sempre, però, di non dare per scontato questo aiuto, che per delle persone anziane può essere ed è anche una grande fatica. I bambini sono un dono del cielo, ma sono anche capricciosi, noiosi, irrequieti, vivaci, prepotenti. Educare è un lavoro e richiede molta energia, cosa che con gli anni diventa faticoso ritrovare.

Dunque, sì al supporto dei nonni ma con la consapevolezza dell’enorme valore che questo ha per noi e senza abusarne oltre ragionevoli limiti. Per rispetto della loro età e della loro stanchezza. Ma soprattutto perchè, alla fine, i nostri figli dobbiamo crescerli noi.

Ps: sembra che la Festa dei nonni sia stata introdotta negli Stati Uniti durante il mandato da presidente di Jimmy Carter, il presidente Democratico eletto dopo lo scandalo Watergate e le dimissioni di Richard Nixon. Carter accolse la proposta di una casalinga del West Virginia, Marian McQuade, che aveva 15 figli e 40 nipoti e quindi nutriva un certo coinvolgimento personale: lavorava a quest’idea da anni e quando ebbe l’occasione di conoscere Carter gliela presentò.

©Maria Cristina Codecasa Conti

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