Pasta frolla e la meglio gioventù.

Prendete tre ragazze della provincia di Milano e Pavia, i loro nomi sono Melissa, Federica e Martina. Due di loro escono dall’istituto alberghiero ed una si è diplomata al liceo scientifico; immaginatele terminare la scuola piene di aspettative per il futuro e scoprire presto che questo futuro è fatto di stage ad oltranza, contratti a tempo ultra determinato, collaborazioni a progetto oppure occasionali, spesso (per non dire sempre) in ambiti lavorativi molto lontani e diversi da quelli per i quali hanno studiato. Ma siccome queste sono ragazze in gamba, solide, con tanta voglia di lavorare e nessuna intenzione di restare a casa, autocommiserandosi e aspettando che un giorno arrivi l’Occasione della Vita, Melissa, Federica e Martina iniziano a fare quello che possono, quello che arriva, quello che trovano – con grande umiltà.

Nel frattempo, immaginate anche una di loro, Martina, che ha una passione: cucinare dolci, in particolare crostate. Lo fa per la sua famiglia, gli amici, senza alcuna velleità. Fino a quando un giorno Melissa, che le ha chiesto di preparare una super torta per il suo compleanno, propone a Martina e sua sorella Federica di dare a questa passione una veste più professionale: perchè non iniziare a venderle? Le tre ragazze decidono di unirsi in questa impresa e di darle un nome: SOS Pasta Frolla. Come mi ha raccontato Melissa: “Inizialmente le crostate non erano perfette, anche perché non avevamo molte teglie professionali per fare diverse forme di torte. Ma con i soldi che a poco a poco stiamo guadagnando, ne abbiamo comprato piccole, grandi, medie, a forma di cuore, etc. Con il tempo abbiamo deciso di fare anche i biscotti, marmellate fatte in casa e torte per occasioni speciali.” Le ragazze si sono divise i compiti: Martina e Federica si occupano delle torte, Melissa dei biscotti. Melissa, l’unica delle tre che lavora a Milano, recentemente ha portato i biscotti SOS Pasta Frolla anche nel bar dove io vado spesso a pranzare (e dove lei ha lavorato per un periodo come cameriera) per fare dei test di “valutazione prodotto”, iniziando così a far conoscere ad un cerchio più allargato di persone il progetto e la produzione di SOS Pasta Frolla.

Ed è lì che io li ho assaggiati: mi sono piaciuti moltissimo, ma ancora di più mi è piaciuta questa storia di quella che Pasolini avrebbe definito la meglio gioventù. E ho pensato che spesso, per presunzione od ignoranza o forse solo per una facile semplificazione (si fa prima a dire che sono tutti bamboccioni), noi sottovalutiamo tutti quei giovani (e sono tanti) volenterosi e laboriosi, seri ed aggiungo educati, a cui bisogna imparare a dare fiducia ed una o più occasioni per crescere, maturare, sbagliare, migliorarsi.

A SOS Pasta Frolla ho chiesto di prepararmi dei biscotti (non pochi: 200) per una occasione di lavoro importante: il press day per la presentazione della collezione bambino AI16 alla stampa. Giudicate voi dalle foto se Melissa, Federica e Martina non sono state brave davvero.

Sulla bontà dei biscotti, garantisce la sottoscritta 😉

 

Testo ©Maria Cristina Codecasa Conti

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