Se cadi, rialzati. E sorridi. Ce lo insegna Noria Nalli nel suo ultimo libro.

Se siete ancora alla ricerca di un regalo natalizio (perchè, aiuto, mancano meno di 48 ore a Natale) vi consiglio di acquistare l’ultimo libro di Noria Nalli, Avventure semiserie delle mie gambe, Golem Edizioni. E’ il suo secondo libro, del primo (Le stampelle di Cenerentola, Omega Edizioni) ne avevo parlato qui. Giornalista (collabora con diverse testate tra cui La Stampa, Famiglia Cristiana e il mensile Vita non profit, per il cui portale cura il blog http://blog.vita.it/sclerotica) , Noria è sposata, ha due figlie ed è malata di sclerosi multipla. Aspettate a tirare fuori i fazzoletti: perchè Noria è una combattente ed una delle armi più potenti che ha a sua disposizione è l’ironia. Pensato come un dialogo semiserio con le sue gambe ribelli (fedeli alleate o insidiose nemiche), il libro ripercorre la storia della sua vita fino all’incontro/scontro con la malattia, che avviene quando è molto giovane. Sebbene nella vita di Noria ci siano stati momenti di (comprensibile) duro sconforto, rabbia e depressione, questo è un libro che insegna una cosa importantissima: a non arrendersi. Non arrendersi di fronte ad una diagnosi impietosa, ad una sconfitta, ad una delusione: perchè la vita offre sempre una via d’uscita, una possibilità, un appiglio – ma noi dobbiamo metterci nella posizione di chi è disposto a vederlo. Noria ci insegna che quando cadiamo, in senso figurato ma (nel suo caso) mica tanto, dobbiamo imparare a rialzarci. E lo fa con molta (auto) ironia, senza ombra di autocommiserazione, elencando invece le possibilità nuove ed insperate che la malattia le ha aperto lungo la strada. Perchè, come ha scritto Leonard Cohen, “C’è una crepa in ogni cosa. Ed è da lì che entra la luce.”

Da regalare, con particolare riguardo, a coloro tra amici e parenti che magari non stanno attraversando un bel periodo, per ragioni affettive, di salute o professionali: porterà una carica di energia buona. Ma anche e soprattutto a coloro che, indipendentemente da malattie o altre catastrofi personali, nell’arco di una giornata e a volte di una intera esistenza non riescono mai a trovare una ragione per sorridere alla vita.

©Maria Cristina Codecasa Conti

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Noria Nalli

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