Bibliografia ragionata per imparare a volersi bene. Almeno un po’.

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Piccola e spero utile bibliografia dedicata alle donne che devono imparare a volersi un po’ di bene, ad accettarsi per quello che sono, a saper dire di no, a non avere paura di crescere, a comprendere in profondità il significato della parola rispetto (per gli altri certo, ma soprattutto per sè stesse), a non cadere nel tranello degli stereotipi, ad amare l’immagine che ogni giorno vedono riflessa nello specchio, a curare le proprie ferite narcisistiche, a non temere la solitudine e imparare a conviverci, a non scambiare la dipendenza con l’amore, a non cercare l’amore dove cresce solo l’erba dell’egoismo, a non credere alla predestinazione biologica, a rivendicare il diritto ed il dovere di essere sè stesse.

Semplicemente. O quasi.

 

Elizabeth von Arnim, Lettera di una donna indipendente
Virginia Woolf, Una stanza tutta per sè
Jean S. Bolen, Le Dee dentro la donna
Suzanne Collins, The Hunger Games
James Hillmann, Il codice dell’anima
Elena Gianini Belotti, Dalla parte delle bambine
Alessandra Appiano, Amiche di salvataggio
Clarissa Pinkola Estés, Donne che corrono coi lupi
Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie
Adriana Zarri, Un eremo non è un guscio di lumaca
Natalia Aspesi, Amore mio ti odio
Simone de Beauvoir, Il secondo sesso
Cheryl Strayed, Wild
Dacia Maraini, Marianna Ucrìa
Karen Blixen, La mia Africa

 

Ed infine tutti, o quasi, i libri di Lella Ravasi Bellocchio.

 

Testo ©Maria Cristina Codecasa Conti

(Ph Henri Cartier-Bresson)

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