Uomini fuori dagli schemi cercasi.

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Un paio di giorni fa ho condiviso sulla pagina facebook un articolo che parlava di Phillipe Morgese, padre single di Daytona Beach Shores, Florida, che si occupa dei capelli e delle acconciature di sua figlia Emma da quando questa ha un anno.

Mi ha colpito il commento a questo post di Alessandra, una nostra follower, che ha scritto: “Ammiro quegli uomini che escono fuori dagli schemi della nostra società”.

Queste parole mi hanno fatto riflettere. Non si stava parlando di un top manager, di un creativo, di un attore, di uno super sportivo, di un salutista vegano, di un intellettuale – ma di un padre che ha scelto di fare una cosa tradizionalmente delegata alla figura materna (occuparsi dei capelli della propria bambina) e la fa così bene che ne ha fatto un business.

Poichè concordo totalmente con Alessandra, mi sono chiesta: perchè ci ha colpito questo papà che pettina la sua bambina? Ma allora quali sono gli uomini fuori dagli schemi? Che devono fare? Quali requisiti devono avere?

Io non ragionerei in termini di professione o scelte di vita tout court: non è detto, infatti, che chi ha deciso di fare il contadino e di vivere a contatto della natura nel privato sia il più amorevole dei compagni. Così come non è detto che chi lavora come medico volontario nel Terzo Mondo sia poi il più amorevole dei padri.

Secondo me gli uomini fuori dagli schemi sono quelli che coltivano la propria intelligenza emotiva definita come “capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie ed altrui emozioni”. Dell’intelligenza emotiva parla Daniel Goleman, psicologo e scrittore statunitense, nel suo bel libro che consiglio di leggere.

Sulla falsariga di questa definizione, mi sono fatta un elenco veloce dei requisiti che per me un uomo fuori dagli schemi deve avere.

L’educazione: si, proprio lei. Non solo e non tanto quella formale, che schifo non fa ma a volte può suonare leziosa. Parlo di educazione nel senso di capacità di stare al mondo, di valutare le situazioni e di adattarvisi con scioltezza, di stare a proprio agio in mezzo agli altri con la delicatezza delle buone maniere morali.

La gentilezza: non solo con la propria fidanzata o moglie (che darei per scontata), ma con il prossimo in generale. Un uomo che ti invita a cena magari in un ristorante super pettinato e poi tratta con scarsa gentilezza il cameriere è da lasciar perdere.

La compassione: nel senso etimologico del termine “provare emozioni con” – si tratti di viventi umani e non. La compassione è quella qualità che ci consente anche di prenderci cura dell’altro, accudirlo, curarlo, seguirlo in un percorso di dolore o di gioia.

Il rispetto: per sè stesso, per il prossimo, per ciò che è diverso, per chi è diverso.

La capacità di stare da solo: diffido moltissimo di un uomo che non sappia stare da solo, che abbia sempre bisogno del gruppo di amici, di una fidanzata, del clan. Coltivare la solitudine può essere, ed è, un grande privilegio: ti consente di lavorare meglio e più a fondo su te stesso, di elaborare fatti e misfatti, di imparare a conoscerti meglio e quindi avere più chiaro cosa vuoi dalla vita e soprattutto se e con chi vuoi condividerla.

La sincerità: con sè stesso innanzitutto. Quante storie vanno avanti faticosamente perchè non siamo capaci di ammettere con noi stessi che i nostri sentimenti sono cambiati se non addirittura scomparsi? Come possiamo essere sinceri con chi abbiamo accanto se non riusciamo a farlo nemmeno con noi – per paura, debolezza e a volte viltà?

Il coraggio delle sue debolezze: certo, anche questo. I Super Eroi li lascio volentieri alla Marvel, io ammiro molto chi non si vergogna dei propri limiti, delle proprie paure, dei propri errori, delle proprie lacrime, delle proprie sconfitte.

Esistono uomini così? Certo che si. E più di quel che si pensi (o si voglia pensare).

Per trovarli, però, dobbiamo anche noi donne sintonizzarci sulle stesse lunghezze d’onda, liberarci dai pregiudizi (perchè ne abbiamo anche noi, a bizzeffe) e andare incontro all’altro senza armature, senza sovrastrutture e soprattutto non prima di esserci levate, anche noi, la nostra maschera.

 

testo ©Maria Cristina Codecasa Conti

 

Cosa: uomini fuori dagli schemi.

Chi ci ha ispirato: Phillipe Morgese, padre single di Daytona Beach Shores, Florida.

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