Sfila a Parigi la collezione disegnata da Alessandro Michele per Maison Valentino, con l’ambizioso titolo Specula Mundi: forse un escamotage per metterci dentro un po’ di tutto, da Paul Poiret alle collezioni anni Ottanta di Valentino Garavani ridisegnate con la squadra e il righello, oltre all’immancabile accenno al futuro distopico che ci attende, e poi ovviamente qualche paillettes e ricamo perchè, nell’epoca della finanza onnivora per la quale l’acquisizione dei brand storici della moda ha l’unico obiettivo di creare un reddito senza anima nè poesia (e citare Pier Paolo Pasolini non basta), bisogna pur ricordarsi che anche le mani ed il sapere artigianale hanno il loro valore (inestimabile). Anche perchè,  teoricamente, sta sfilando l’Haute Couture Estate 2026, per di più a Parigi.
Alessandro Michele ha un grande talento: disegna sempre le stesse cose ovunque vada, rivelando la necessità di esprimere, più che l’esprit della maison di turno, il suo ego incontenibile. Ma va bene così a tutti, pare. E quindi, che dire: bravo.
Come gli arcieri posizionati con archi e frecce sulle torrette di un castello pronti ad arrestare l’invasione dei barbari, gli spettatori hanno potuto guardare la sfilata attraverso delle feritoie sulle pareti di spazi circolari che mi hanno ricordato la stessa allegra atmosfera dell’ospedale psichiatrico in cui cresce la giovane eroina Undici di Stranger Things. Ma forse sono io troppo semplice ed ignorante per cogliere l’estrema sofisticatezza della faccenda.
Leggo sui giornali ( Harper’s Bazaar, https://www.harpersbazaar.com/it/moda/a70172470/valentino-haute-couture-parigi-sfilate-donna-2026/ ) che Michele “costruisce un Kaiserpanorama contemporaneo: riduce il campo visivo, impone un suo ritmo e rieduca l’attenzione. (…) Con Specula Mundi – quadro concettuale della Haute Couture Valentino 2026 – Alessandro Michele riprende quel modello di visione regolata per spostare la Couture fuori dal regime dell’iper-fotografabilità e riportarla dove ha senso: in una zona di lentezza e prossimità. È un gesto controintuitivo del presente: invece di amplificare la visibilità, la riduce”.
In questa zona di lentezza e prossimità si è però persa la Bellezza. Noi possiamo filosofeggiare sulla moda ma la filosofia non può sostituire la moda. Dove occorrono troppe parole per spiegare le cose, spesso il problema è la mancanza di contenuti e di idee vere. Tutto questo, a lungo andare, rischia di generare una cosa sola: noia. Mentre scrivo penso con malinconia a signori come Gianni Versace, Gianfranco Ferrè, Walter Albini et similia. Troppo old style, mi rendo conto. Quel mondo non esiste più, bisogna farsene una ragione. Resta il fatto che il focus concettuale della Moda (sì, con la M maiuscola) dovrebbero essere la Bellezza, l’abito, le donne in carne e ossa che lo indossano. Perchè la cura dei dettagli e la creazione di Bellezza non sono capriccio, ma sostanza. Giorgio Armani diceva che gli stilisti devono fare vestiti, non i filosofi e aveva perfettamente ragione.
Una settimana fa è morto il vero, unico e insostituibile Valentino Garavani, il quale aveva giustamente profetizzato “Après moi le déluge!”. Aggiungendo “Io ho fatto moda per abbellire le donne, non per farle sembrare tutte delle poverette”. Viviamo un periodo storico che ci propone quotidianamente un panorama a 360 gradi di orrori, morte, distruzione, guerre. L’umanità in questo momento sta dando il peggio di sè. Non che prima fossero tutte rose e fiori, ma adesso stiamo senz’altro alzando di parecchio l’asticella. A questo orrore non si può rispondere con la stessa moneta. Occorre offrire un’altra possibilità, una speranza, una cura: e questa cura è e può essere la Bellezza. Penso che di questi tempi ci voglia veramente del coraggio a seminare Bellezza. E penso che si debba scappare a gambe levate da quel funebre Sottosopra dominato da Vecna in cui oggi sembrano felici di aggirarsi molti creativi e profeti della fine del mondo.
E correre verso la luce,  sparandoci nelle orecchie a tutto volume la mitica Kate Bush.
Running Up That Hill.

(C) Maria Cristina Codecasa Conti


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