☆ Special Guest ☆ Alessandra Appiano: Rinascere femmina, sempre e comunque.

Nessuna donna hai mai pensato sul serio (per quanto possa averlo proclamato  in preda a un raptus  autodistruttivo): “Se rinasco, voglio cambiare sesso”. Ma stiamo scherzando? L’unico vantaggio di esser donna è quello di non essere uomo, un soggetto pieno di complessi di inferiorità dovuti a reali handicap, primo fra tutti l’incapacità di procreare. Un poveraccio obbligato a ridicole performance per dimostrare di essere il re della foresta quando è il prototipo del coniglio del cortile, con un unico, riconoscibile talento innato: darsi alla macchia di fronte alle prime avversità.

Del resto, sopravvivere alle odierne fauci femminili, nonché alle innumerevoli pretese e rivendicazioni del cosiddetto sesso debole, è un’impresa titanica. Mettiamoci per un nanosecondo nei  panni di un maschio contemporaneo: di fronte a una defaillance sessuale un simpatico avo poteva dare la colpa alla trepida inesperienza della sua compagna di talamo, mentre adesso è già grasso che cola se il  protagonista della spinosa questione non viene additato al pubblico ludibrio. Statene pur certe: in un battibaleno il tapino verrà sbeffeggiato da un tot di amiche-streghette specializzate in sadici sabba. Scopo principale: mettere in guardia altre sorelle di sventura, in un tam tam selvaggio che si placherà solo a obbiettivo raggiunto, quando il prodotto scadente verrà  tolto dal mercato. Senza contare che da quando mondo è mondo una donna può sempre fingere di provare un piacere indescrivibile mentre preferirebbe limarsi le unghie o strapparsi con la pinzetta quel pelo che ha visto spuntare sul più bello, nel finto sconvolgimento dei sensi.

Invece, al fatidico dunque il nostro pollastro può essere smascherato senza pietà da quel compagno di avventure inaffidabile e ingestibile che si ritrova  in mezzo alle gambe, un deficiente che si comporta sempre in modo politicamente scorretto, accucciato quando dovrebbe essere ringalluzzito e viceversa. E poi ammettiamolo: nessuna ragazza sana di mente, che non sia votata al volontariato gratuito e coatto, si sognerebbe mai di corteggiare, adulare, riempire di bugie un tizio qualunque solo per portarselo a letto. D’accordo che le quotazioni in borsa per i single sono così basse da averli ridotti a dei barboni dei sentimenti, però almeno le fanciulle non si debbono sbattere più di tanto (riportare a casa dopo una serata deludente, pagare l’aperitivo, cambiare la gomma bucata, fare l’occhiolino eccetera eccetera).  Ma finora abbiamo solo circumnavigato gli aspetti più vantaggiosi dell’essere femmina: poiché  la vita è rappresentazione e sogno più che verità, proprio nelle molteplici possibilità di finzione e taroccamento noi donne viaggiamo sulla corsia preferenziale, pagando pedaggi irrisori e usufruendo di sconti per comitive.

Per esempio, possiamo metterci le calze coprenti quaranta denari e dichiarare con una incredibile faccia tosta di non avere un filo di cellulite; millantare un’altezza da top model grazie ad ardite calzature che miracolosamente aggiustano il tiro delle nostre taglie bardotte; ostentare un look acqua e sapone quando siamo state ore davanti allo specchio, in un tripudio di sapienti sfumature di make up alla moda; fingerci bionde naturali quando siamo più nere della pece. Ora, siamo sinceri, per un uomo è veramente dura, pensate agli stivaletti con zeppa di Albano, al cerone arancione di Berlusconi o ai capelli rossiccio melanzana dell’evergreen Morandi…e la risposta ve  le sarete date da sole. Nella prossima vita, scegliereste mille volte di essere quello che siete, una furba di tre cotte, che si lamenta della sua condizione perché non la vorrebbe cambiare mai.  Perché le vie del femminismo post moderno sono infinite e passano anche da un innato e inestirpabile complesso: quello di superiorità.

©Alessandra Appiano

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Le Troisième Songe RINGRAZIA Alessandra Appiano per il suo contributo.

Col cuore.

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