☆ Special Guest ☆ Alessandra Appiano: Essere muse di se stesse: la migliore missione possibile!

 

In tempi così barbarici, bisogna credere più che mai nella bellezza. E che cosa c’è di più terapeutico che sentirsi muse, ergo portatrici sane di un fascino perpetuo? Un pittore alla Vermeer si invaghisce di una pulzella qualsiasi e da allora la fortunata prescelta se ne sta da secoli in un museo, comoda e ammirata, con o senza orecchino di perla. E c’è pure la fila per guardarla da lontano. Insomma, basta un nonnulla per scatenare il sogno da musa potenziale che ogni ragazza coltiva nel suo inesauribile spirito romantico: solo così si può spiegare lo strano fenomeno illusorio che porta alla trasformazione di uomini falliti o depressi in presunti geni incompresi.

Sentirsi intimamente musa rende ardite e speciali, atte a sublimare tendenze perniciose, come per esempio quella di bruciare sui tizzoni ardenti di una passione a senso unico per un cafone solo per calarsi meglio nella elettrizzante atmosfera di un amore folle non corrisposto. A ben vedere, molti dei disastri sentimentali odierni vanno imputati alla sconfinata fantasia delle femmine che scambiano sciatti film abborracciati per sconvolgenti capolavori esistenzialisti, che perdono tempo con improbabili personal trainer per scolpire gli addominali mentre agognerebbero essere immortalate nella dura pietra dalla fremente mano di un indiscusso maestro dello scalpello.

Ma oggigiorno cercare un Petrarca o un Sarte significa incaponirsi a estrarre le pepite d’oro dalle fogne: è quindi consigliabile il senso della realtà. Insomma, per dirla piatta e brutale, accontentatevi e non ve ne pentirete. Che ne so, iniziate col sentirvi la musa ispiratrice del barista sotto casa, che prepara il cappuccino con dedizione, disegnando un grosso cuore di schiuma tempestato di schegge di cioccolato, per proseguire con il pizzicagnolo che sceglie proprio per voi il cavolo più grosso e saporito, una vera primizia. Per finire col proprietario della boutique dove spendete ogni mese una fortuna, che non lesina i complimenti più audaci e pronuncia entusiasta la solita frase di rito “mia cara, indosso a lei ogni capo si trasforma in capolavoro!!!”.

Le più sagge potrebbero ripiegare su un commercialista o un avvocato, utili in lugubri panorami da co co co forever; le più impegnate socialmente potrebbero posare gli occhi su un insegnante precario, bisognoso di una santa che lo sproni a proseguire nell’ impervio cammino pieno di ostacoli, non da ultimo quello arrivare a fine mese con un simile stipendio. Se siete animaliste convinte, adorate il vostro cucciolo dalmata e il vostro film di culto è “La carica dei cento uno”, non perdete l’occasione di sperimentare un remake dal vivo con il veterinario di fiducia; se sapete gioire delle piccole, vecchie cose di gozzaniana memoria accettate la corte dell’immancabile aspirante scrittore specializzato in recensioni letterarie: di sicuro vi dedicherà dozzine di articoletti mal pagati, felice di attribuire alla vostra personalità sfaccettata – e non alla sua monolitica frustrazione- la sua vena stroncatoria. Sentirsi musa è un azzardo da principianti, costa poco e vi riserverà piacevoli sorprese.

Naturalmente, non dimenticate mai di uscire di casa con rossetto e tacchi a spillo, anche se andate solo al supermercato a comperare la carte igienica. Magari fate l’incontro della vostra vita, e se non lo fate, va bene comunque: essere belle per se stesse è la migliore missione possibile!

©Alessandra Appiano

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Le immagini del post raccontano gli stilisti e le loro muse: Lauren Hutton per Armani, Grace Kelly per Hermès, Jacqueline Kennedy Onassis per Valentino, Marie Vernet per Charles Frederick Worth, Madonna per Jean Paul Gaultier, Elsa Schiaparelli per Salvador Dalì, Monica Bellucci per D&G, Audrey Hepburn per Hubert De Givenchy, Catherine Deneuve per Yves Saint Laurent e Madame Bricard per Christian Dior.

 

Per leggere qualcosa su Muse & co. http://bit.ly/1Og8jCb , http://bit.ly/1lJqbdm , http://bit.ly/1lJqips e http://bit.ly/1Og8s8G

Le Troisième Songe RINGRAZIA Alessandra Appiano per il suo contributo.

Col cuore.

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